{"id":25562,"date":"2020-01-20T10:57:22","date_gmt":"2020-01-20T09:57:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bagliettoandpartners.com\/?p=25562"},"modified":"2025-02-12T09:19:26","modified_gmt":"2025-02-12T08:19:26","slug":"polarita-dellazione-organizzativa-suggerimenti-dallurbanistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bagliettoandpartners.com\/?p=25562","title":{"rendered":"Polarit\u00e0 dell\u2019azione organizzativa: suggerimenti dall\u2019urbanistica"},"content":{"rendered":"<p><em>di Giuseppe De Feo, Associate Partner<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Polarit\u00e0 dell\u2019azione organizzativa: suggerimenti dall\u2019urbanistica<\/strong><\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.bagliettoandpartners.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Immagine1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-25563 size-full\" src=\"http:\/\/www.bagliettoandpartners.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Immagine1.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"135\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quadro qui rappresentato \u00e8 <em>\u201cDinamismo di un\u2019automobile\u201d<\/em> (1912-13), di Luigi Russolo: come evidente, si collega strettamente al Manifesto del Futurismo e ci introduce al tema centrale di questo articolo. La vita delle persone oscilla tra i due poli complementari della <strong><em>permanenza<\/em><\/strong> e del <strong><em>dinamismo<\/em><\/strong>. Anche alla base delle riflessioni di architetti e urbanisti c\u2019\u00e8 da tempo questa consapevolezza, poich\u00e9 l\u2019essenza stessa di quei nuclei abitativi tipicamente umani che sono le citt\u00e0 consiste di stabilit\u00e0 e di movimento: le infrastrutture architettoniche rappresentano la stabilit\u00e0 di un nucleo urbano, laddove le relazioni e gli spostamenti delle persone attraverso e nella infrastruttura architettonica sono, naturalmente, movimento. E, semplificando, quando la citt\u00e0 \u00e8 ben concepita, organizzata e gestita, questi due vettori si compenetrano e si sostengono, producendo la bellezza dei luoghi, nonch\u00e9 il benessere degli abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho voluto trarre queste considerazioni dal recente saggio di Carlo Ratti<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> che illustra, con efficacia e qualit\u00e0 di scrittura, alcuni temi centrali dell\u2019urbanistica contemporanea. La lettura dei reportage dell\u2019autore su diverse citt\u00e0, che illustrano le sue idee accattivanti, mi ha stimolato un pensiero imitativo: \u00e8 possibile e utile adattare alcune linee di pensiero degli urbanisti e degli architetti all\u2019ambiente organizzativo delle aziende contemporanee? In questa nota voglio affermare di s\u00ec e proporre un modello di interpretazione e una linea di lavoro sulla quale si potrebbe procedere per fornire contributi nella direzione di un cambiamento delle aziende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da tempo siamo consapevoli delle due forti leve che agiscono nel mondo delle organizzazioni: da una parte, la tendenza verso lo <strong><em>standard<\/em><\/strong>, l\u2019omologazione (e il conformismo sociale) e, dall\u2019altra, quella verso la <strong><em>differenziazione<\/em><\/strong>, l\u2019adattamento (e la flessibilit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima tendenza produce affidabilit\u00e0 e riproducibilit\u00e0 nella direzione dell\u2019assoluta omogeneit\u00e0 di prodotti e servizi. Essa ha consentito lo sviluppo dell\u2019economia sin dai tempi della Rivoluzione Industriale e la crescita del benessere generale, almeno nel mondo occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altra tendenza &#8211; che \u00e8 correlata alla complessit\u00e0, che non ama l\u2019ordine e la routine &#8211; genera innovazione e capacit\u00e0 di produrre specificit\u00e0 sempre evolutive in funzione di esigenze differenziate di contesti, servizi e clienti. Questa ha evidentemente consentito, nell\u2019alveo dell\u2019ideologia economica neoliberale, l\u2019ulteriore sviluppo economico al quale assistiamo gi\u00e0 da alcuni decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi pare che queste classiche categorie organizzative trovino una discreta assonanza in quelle evidenziate dagli architetti e urbanisti contemporanei: possiamo ipotizzare che stabilit\u00e0\/permanenza e dinamismo\/movimento siano due sistemi fondativi per la vitalit\u00e0 delle nostre organizzazioni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.bagliettoandpartners.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Immagine2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-25564 size-full\" src=\"http:\/\/www.bagliettoandpartners.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Immagine2.png\" alt=\"\" width=\"319\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/www.bagliettoandpartners.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Immagine2.png 319w, https:\/\/www.bagliettoandpartners.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Immagine2-300x167.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 319px) 100vw, 319px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Propongo di leggere la tendenza alla stabilit\u00e0 come l\u2019ancoraggio delle organizzazioni ai propri <strong><em>sistemi<\/em><\/strong> <strong><em>di valori<\/em><\/strong>, alla relativa permanenza dei propri cardini ideologici ed etici condivisi. \u00c8 l\u2019aggancio con la cultura organizzativa e il suo grande impatto sui comportamenti e i risultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dinamismo, il movimento nelle organizzazioni possono essere rappresentati, d\u2019altro lato, dai <strong><em>sistemi di gestione<\/em><\/strong>, le modalit\u00e0 di governo e di relazione tra tutti gli individui. Queste modalit\u00e0 devono farsi flessibili e dinamiche, per adattarsi ai cambiamenti degli orientamenti e delle esigenze dei gruppi, ai costanti processi evolutivi degli individui, alla facilitazione delle differenze all\u2019interno delle strutture e dei modelli organizzativi. \u00c8 necessario, perci\u00f2, un sistema di governo delle persone che sia sempre in ascolto dei fenomeni sociali e psicologici per accoglierli in una rete di regole\/indicazioni dinamica e costantemente in cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ogni azienda, secondo una propria specifica articolazione, riuscir\u00e0 a costruire una funzionalit\u00e0 positiva tra i due pilastri \u201cstabilit\u00e0\u201d e \u201cdinamismo\u201d otterremo risultati sorprendenti, in termini di produttivit\u00e0 organizzativa e di benessere dei cittadini dell\u2019organizzazione. Ma anche di soddisfazione degli stakeholder. Cos\u00ec come faciliteremo comportamenti fluidi, flessibili. Le persone saranno messe in grado di esprimere al meglio il proprio potenziale. Per aiutare le aziende in questo percorso serviranno leader appassionati, coinvolti e motivati, sicuramente dotati delle seguenti qualit\u00e0:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>creativit\u00e0<\/em><\/li>\n<li><em>curiosit\u00e0<\/em><\/li>\n<li><em>coraggio<\/em><\/li>\n<li><em>collaborazione<\/em><\/li>\n<li><em>umilt\u00e0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo elenco indicativo mi riferisco anche al modello di \u201ctalento ribelle\u201d proposto e analizzato da Francesca Gino, di cui ho gi\u00e0 parlato in precedenti post<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La consulenza strategica sulle politiche per le persone (la <em>classica<\/em> consulenza HR) dovr\u00e0 essere tutto meno che <em>classica<\/em>: dovr\u00e0 basarsi sull\u2019ascolto e l\u2019adattamento alla cultura della singola organizzazione per individuare gli spunti positivi per il cambiamento, le leve funzionali al di l\u00e0 di schemi procedurali gi\u00e0 strutturati. Il consulente avr\u00e0 competenze di antropologo, sociologo, economista e psicologo dell\u2019organizzazione per intuire e far emergere i filoni carsici di energia adattiva che ogni organizzazione e ogni gruppo di persone possono esprimere. Questo per migliorare i dispositivi di relazione tra politiche di stabilit\u00e0 e prassi di dinamismo, cio\u00e8 per far dialogare valori stabili e comportamenti dinamici in direzione del progresso organizzativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come far evolvere queste relazioni tra stabilit\u00e0 e dinamismo \u00e8 il compito da affidare sia ad azioni organizzative guidate da leader consapevoli, sia a progetti di analisi e ricerca, che partano da esperienze di realt\u00e0 aziendali concrete. Questo testo vuole solo indicare una riconfigurazione possibile dell\u2019ambiente di osservazione e di lavoro, una concezione (parzialmente) innovativa dell\u2019orizzonte per i leader e tutti i ruoli aziendali, cos\u00ec come per i ricercatori e gli studiosi in ambito socio-aziendale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Posso qui dare un primo contributo per chiarire la direzione di lavoro verso la quale ci si potr\u00e0 orientare: una mappa delle relazioni tra i due vettori di fondo, che illustra come le loro connessioni realizzino diverse forme di organizzazione. E anche, allo stesso tempo, possiamo comprendere come le forme organizzative influenzino i due vettori (<em>norme culturali<\/em> e <em>stili gestionali<\/em>), facendo emergere diverse architetture dei valori organizzativi e diverse qualit\u00e0 delle relazioni tra gli attori. Da questo punto di vista, infatti, pu\u00f2 correttamente essere adottata la visione duale dei fenomeni organizzativi, una visione bidirezionale secondo cui \u201cuna data entit\u00e0 sociale pu\u00f2 essere influenzata dal suo contesto sociale e, nello stesso tempo, influenzarlo\u201d, come gi\u00e0 diceva J. Pfeffer nel 1981.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.bagliettoandpartners.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Immagine3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-25565\" src=\"http:\/\/www.bagliettoandpartners.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Immagine3.jpg\" alt=\"\" width=\"372\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/www.bagliettoandpartners.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Immagine3.jpg 372w, https:\/\/www.bagliettoandpartners.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Immagine3-300x267.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 372px) 100vw, 372px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <strong>quadrante 1<\/strong> colloco quelle organizzazioni con una forte cultura, un sistema di valori radicato e di antica tradizione e, insieme, caratterizzate da sistemi di gestione rigidi, non adattivi: pu\u00f2 trattarsi di burocrazie professionali blasonate, di istituzioni di pregio, governative o private, che valorizzano le persone quasi esclusivamente per gli aspetti professionali, ma molto rigide nei meccanismi procedurali per il conseguimento degli output cos\u00ec come nelle modalit\u00e0 di gestione e crescita degli stessi professionisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <strong>quadrante 2<\/strong> immagino gran parte delle societ\u00e0 multinazionali pi\u00f9 evolute, solide e autorevoli in quanto a cultura e valori condivisi e, d\u2019altra parte, flessibili nella gestione. Questa connotazione in termini di dinamismo si pu\u00f2 constatare facilmente se si considerano gli adattamenti alle situazioni locali che, nella maggior parte delle politiche core, si realizzano nelle filiali locali di queste imprese. E non si pu\u00f2 non considerare, inoltre, quanti investimenti queste aziende facciano nelle politiche &#8211; sempre pi\u00f9 mature e diffuse &#8211; di gestione delle diversit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <strong>quadrante 3<\/strong> troviamo le organizzazioni &#8211; spesso non connotate da una storia antica &#8211; che hanno una cultura debole, poco radicata, per molti fisiologici motivi, e che perseguono i propri obiettivi e mettono in atto politiche gestionali molto flessibili. Si pu\u00f2 dire che sono flessibili nella gestione anche perch\u00e9 viaggiano con un bagaglio culturale leggero: in sostanza sono adattive e potremmo anche chiamarle opportunistiche, nel senso positivo del termine, perch\u00e9 sono in grado, secondo opportunit\u00e0, di adattare facilmente le proprie politiche e le proprie prassi ai diversi input ambientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>quadrante 4<\/strong>, infine, accoglie tutte le organizzazioni che hanno una cultura debole e una gestione rigida, formalistica: come riconoscerle se non con l\u2019appellativo di \u201cparassitarie\u201d? Sia dalla prospettiva del business sia da quella etica, queste organizzazioni non giustificano la loro sopravvivenza nei contesti ambientali di riferimento: sono realt\u00e0 destinate, nel medio o nel lungo periodo, ad eclissarsi. \u00c8 probabile che la loro persistenza sia funzione di c.d. <em>privilegi di partenza<\/em>, cio\u00e8 delle posizioni di rendita iniziali che consentono un margine di relativa vitalit\u00e0 prolungata. Ma sono organizzazioni che abbastanza presto vedremo collassare o trasformarsi in qualcosa di molto limitato rispetto alle ambizioni iniziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una visione dei fenomeni tendenzialmente obiettiva produce la rappresentazione qui sopra abbozzata. Al di l\u00e0 di precisazioni e arricchimenti della mappa, bisogna considerare il presente contesto in cui vivono le organizzazioni: le tensioni geopolitiche, il cambiamento climatico (o, meno ipocritamente, il riscaldamento globale, che si traduce in drammatiche ripercussioni sull\u2019ambiente naturale e antropico), i flussi migratori, le crescenti disuguaglianze sociali, anche nel c.d. Occidente avanzato&#8230;, e diversi altri di questi complicati fenomeni di intenso cambiamento fanno s\u00ec che, come sappiamo, si possa usare l\u2019acronimo BANI<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> per qualificare il mondo contemporaneo, alludendo alla sua <em>fragilit\u00e0<\/em>, al suo essere <em>ansiogeno<\/em>, <em>non-lineare<\/em> e sostanzialmente <em>incomprensibile<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, agli operatori pi\u00f9 capaci di formulare riflessioni pragmatiche e azionabili sta il compito di scegliere tra un rapporto evolutivo, contingente ma tendenzialmente bilanciato con le due leve strategiche della stabilit\u00e0 e del dinamismo o una decisa presa di posizione a favore della leva \u201cdinamismo\u201d, per un utilizzo crescente di politiche flessibili, orientate al movimento e al cambiamento; quindi, pi\u00f9 consone con l\u2019attuale contesto socio-economico e ambientale in genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Carlo Ratti, <em>Urbanit\u00e0 \u2013 Un viaggio in quattordici citt\u00e0 per scoprire l\u2019urbanistica<\/em>, Passaggi Einaudi, 2022<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Francesca Gino, <em>Talento ribelle<\/em>, Egea 2019 <em>\u2013 <\/em>v. anche il mio post: https:\/\/bit.ly\/3Wmn657<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> J. Pfeffer, \u201cIl management come azione simbolica: la creazione e la conservazione dei paradigmi organizzativi\u201d, in: <em>Le imprese come culture<\/em>, a cura di P. Gagliardi, ISEDI 1986<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Brittle, Anxious, Non-linear, Incomprehensible<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe De Feo, Associate Partner &nbsp; Polarit\u00e0 dell\u2019azione organizzativa: suggerimenti dall\u2019urbanistica Il quadro qui rappresentato \u00e8 \u201cDinamismo di un\u2019automobile\u201d (1912-13), di Luigi Russolo: come evidente, si collega strettamente al Manifesto del Futurismo e ci introduce al tema centrale di questo articolo. 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